lunedì 9 ottobre 2017

HO BISOGNO DI UN'AMICA SINGLE

Già. Oggi sono un po' infastidita, che poi sembra che mi lamento sempre!
Quando ero a Padova mi lamentavo che non avevo amici nerd, ora mi lamento che non ho amici frivoli con cui andare a fare cose frivole.

Mi manca un'amica single, qualcuno che mi sia affine come situazione sentimentale, perché la verità è che per quanto si sforzino le mie attuali amiche, nessuna di loro è single e ha quasi 39 anni, hanno qualcuno con cui condividere, uscire, fare, baciare, lettera, testamento...

No. Non capiscono, ma perché non possono. Non hanno ancora affrontato, e spero che non lo affrontino mai, la solitudine, la frustrazione e l'insicurezza di fallimenti amorosi alle spalle, di essere guardate come le zitelle dell'anno, quelle che  "chissà quali problemi hanno per essere single a 40anni"... già... chissà. Sono single a 40anni perché gli uomini mi hanno ferita, perché sono una donna che ha dovuto sempre arrangiarsi, e non sono viziata o bisognosa come altre donne. E non sono capace di fare quella indifesa, perché troppe volte ho dovuto tirare fuori i denti, le unghie, troppe volte ho dovuto tirare su la testa quando cercavano di schiacciarmela nel fango.

Quindi... sì, è colpa mia, perché conosco il mio valore, e vorrei un rapporto alla pari, anche se ho 39 anni non voglio essere la seconda scelta di nessuno, come per MT. Come sarebbe per quelli che impegnati o sposati adesso con me ci provano, solo per il gusto di sapere come sarebbe andata se fosse successo tanti anni fa, perché a volte ritornano...

Sono stanca. Stanca di sentirmi dire che sono acida perché ricado nello stereotipo della 40enne single, stanca di sentirmi dire che devo frequentare i posti giusti da persone che non sanno minimamente quali sono, perché sono sposate o impegnate, stanca dei no e delle false illusioni.

Se devo frequentare i posti giusti per trovare un trombamico me ne vado a ballare da sola, vado in giro a Torino ad eventi culturali, e ci vado da sola.

La storia si ripete: sono l'unica single tra le amiche che frequento, e se non ne trovo nessuna che mi faccia da spalla dovrò, come sempre, fare da sola. Perché alle altre cosa gliene frega in fondo?

NIENTE

giovedì 31 agosto 2017

DECIDERE, MALEDETTAMENTE IMPORTANTE!

Non c'è lo stato "ho preso delle decisioni"?

PECCATO!

Bisognerebbe aggiungerlo, perché scegliere è bellissimo, ed è un atto che dà subito sicurezza, ordine e serenità! E oggi ho preso molte decisioni per i prossimi due mesi. Agire: l'unica strada per renderci sani.

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Breve riepilogo dall'ultimo post.
Me ne sono andata dal Veneto, da Camposampiero, sboccando anche l'anima dallo stress. Veramente, fisicamente, psicologicamente. L'ultimo giorno è stato un delirio di vomito e malessere.
Poi è passato. Ho salutato chi volevo, chi ho potuto, e me ne sono fottuta di tutti gli altri che tanto di me gliene fregava poco, o se mi hanno voluto bene lo hanno fatto nella maniera sbagliata.
Ed ora sono qui. Asti. Casa. Home. Cacchio se è stata dura arrivare fino a qui! E quanto è stato duro il rinculo? Tanto, alti e bassi di continuo, depressione, euforia, poi pianti, isteria, apatia, e poi gioia! Tutto quanto I-N-S-I-E-M-E!
Non solo io...
Sembra una sciocchezza, ed un trasloco è solo un trasloco, ma io e i miei gatti abbiamo perso la bussola, e dire che ho il gatto depresso, sperando sia solo quello, è solo una delle tante conseguenze di questo spostamento.
Ah, e per chi avesse seguito la telenovela del gas, ho il gas, ho il contatore, ma ho la caldaia che non funziona, ed il tecnico deve tornare per la 4° volta...
Ci sono amici e, ovviamente familiari, che mi hanno aiutato a ritrovare la rotta, anche solo venendo ad allenarsi con me, o semplicemente ascoltandomi, e suggerendomi altre prospettive, o comprendendo alcune difficoltà.
Ma c'è una persona che semplicemente mi ispira con l'esempio, impegnandosi in quello che fa.
Non ci vediamo da tanto tempo, tantissimo, ma è un uomo realizzato sembra. Ha studiato, si è impegnato, pratica con passione la sua professione, e sembra addirittura lo faccia più di chiunque io abbia mai conosciuto. Poi forse il desiderio di sentirmi accettata, di non sembrare una fallita, mi sta motivando. Ma se oggi ho preso tre decisioni importanti lo devo a lui. Il mondo intorno ci ispira continuamente, e così vale per le persone che incrociamo, perché in qualche maniera la loro energia ci influenza, attraverso fili sottili. Sottilissimi. E quest'anno le persone ispiranti sono state molte. RR mi ha aiutato a riprendere in mano a disegnare, e lui non lo sa, ma ho cominciato dal suo profilo, per gioco. E poi condividiamo problemi di salute dalla nascita, per questo, per un po', è stato il mio mentore nello sfidare i miei limiti. Il lunare mi ha fatto capire che ero di nuovo pronta a buttarmi! A sentire le farfalline nella pancia, come gli adolescenti! Ed è strabello emozionarsi, sentire il cuore palpitare, arrossire... Di nuovo!
E dal mio passato arriva un fulmine, un pensiero. Qualcuno che mai avrei pensato di ritrovare nella mia vita di oggi. Cosa fa? Vive! Sembra questo almeno! Lavora, studia, si allena, si cura nel corpo, nella mente, e nel cuore, e sembra proprio che cerchi di averlo il cuore in quello che fa. Io la vedo la sua passione. Può darsi che mi sia convinta che mi piace, come per il lunare. Ma è diverso. Una parte di me ha voglia di scoprire davvero che persona è diventata, e l'altra parte, invece, la emula. Così ho deciso che dovevo rimettermi in forma, e non sono state solo le parole di Damiano a farmi vedere tutte le maschere che indossava la malattia e che mi limitava, ma è la costanza che vedo in quest'uomo che in fondo non conosco, che mi sta spronando. Non uso più l'ascensore, vado a camminare a giorni alterni, cerco di curare l'alimentazione.

Ma oggi... ho deciso di comprare il letto, come lo volevo io. E non solo. Ho deciso che devo tagliare i ponti di un flirt nato per i motivi sbagliati, anche se mi ha dato dosi di autostima a manetta! Ho deciso di rinunciare a due fiere, Treviso e Modena, perché? Oltre al fatto che il gigangatto non sta bene, e non voglio causargli altro stress, come lasciarlo da solo per giorni, ho scelto di rinunciare a questi eventi per prepararmi. Voglio prendere la certificazione Adobe, per lo meno provarci. Perché o lo faccio adesso che mi fanno lo sconto, o non lo faccio più. Ed è assolutamente importante che io termini cosa ho cominciato. Me lo devo e me lo merito! Quest'anno ho fatto poche fiere, farò Lucca, e magari non sarò pronta per colloqui, con il portfolio, però... mi sento che è giusto così. Che avevo questioni davvero importanti, ed il meglio deve tutto arrivare! 2017 anno di semina e cambiamenti e traguardi. HO VENDUTO, HO COMPRATO, HO TRASLOCATO E RINASCO! E non è fantastico!? Credo di sì. Perciò ora si pianifica e si studia. L'obiettivo iniziale era diventare una designer per il fumettomondo. Bene, non posso e non voglio mollare adesso, e la salute non mi fermerà. Sarà la mia alleata, perché le darò gli strumenti per stare OK e non per mettermi KO. Sono felice. Grazie passato-presente! Questo post è tutto per te. Poi lo confesso... spero che usciamo il 3. Saranno giustissimi 19 anni dal nostro primo ed ultimo bacio, ed io trovo che sarebbe meraviglioso!

giovedì 6 luglio 2017

IL BREVE ADDIO

Ciao.
Ti è mai capitato di ricordarti  dei sogni, ma di non capirne il senso?
A me diverse volte, e la prima cosa che ho fatto in questi casi, è stata di scriverli. Nero su bianco.

Ora che sto riordinando le mie cose, e con esse la mia vita, per darle un senso che mi appartenga, ho ritrovato uno scritto, in cui descrivo l'incontro con te. Ed eri proprio tu perché ti ho descritto perfettamente. Succedeva a maggio del 2014. Noi due eravamo su treni diversi, che per qualche istante si sono fermati, e si sono affiancati, e allora sono salita sul tuo vagone e per brevissimo tempo mi hai parlato. Parlavi solo tu, mi offrivi una tazza di qualcosa e mi dicevi cose che non ricordo, e quando alla fine mi hai congedato con un bacio sulla guancia, sono corsa via perché il mio treno ripartiva, con le mie cose e i miei gatti. Poi mi sono destata.

Trovo tutto molto strano, specie perché rispetto alla realtà non c'è tutta questa differenza.
Tra otto giorno ricomincerò da capo, in un'altra città. Io e i gatti. Me ne vado, svanisco.

L'unico senso che riesco a immaginare di dare a quel sogno, e al fatto di essermi presa un'infatuazione per te, è uno solo.
Il mio cuore era davvero chiuso in una gabbia, di pietre, sbarre, ghiaccio, delusione. In qualche modo il tuo breve passaggio nella mia vita deve essere servito ad aprire una breccia, un varco, per una nuova voglia di provare a innamorarmi ancora. Questo fatto è stato un miracolo per me!

Magari è stato questo.
Magari volevo dirti grazie, perché la breccia è aperta, e l'infatuazione è sparita. Ma volevo spiegarti anche il perché, nonostante sia consapevole di esaltare ancora di più il tuo ego già ben piantato ed evidente. Il mio problema è che spesso ho bisogno di esprimere dei pensieri, come se sentissi che sia giusto, ed almeno in questo caso so che è giusto per me. Ma sono anche certa che ringraziare qualcuno che non sa di averti fatto del bene, seppur involontariamente, sia una cosa giusta. È come essere gentili: non costa nulla e produce effetti incredibili. Così eccomi qui a fare poemi sui miei pensieri e a donarli a qualcuno che non so chi sia, ma che indirettamente mi ha fatto del bene.

Ci sono persone destinate a scorgersi soltanto.
E sono convinta che sia andata esattamente così.

In groppa al bruco per tutto, e buona vita Lunare.

Adieu

lunedì 22 maggio 2017

MI SERVE UN CLONE

Già, sarebbe proprio quello di cui ho bisogno: un clone di me stessa.

Mi capita già da un po' di arrivare al fine settimana molto triste, demotivata, sola. A volte stare sola non mi pesa, anzi, mi rigenera, perché non c'è nulla di peggio che lavorare con persone cui non gliene frega niente di te e di quello che fai, e fare pure molta strada per questo.
Dev'essere questa la ragione per cui anche con la MFT me la sono presa tanto. Perché lavorare con loro mi piaceva, finché la mia relazione con uno di loro è finita, e per quasi tutti gli altri non ero altro che la sua ex, quando io mi sentivo partner del gruppo.
E lo vedo quanti pochi mettono "likes" alle cose che posto... 
Quindi, detto in poche parole, non appartengo a nessun gruppo, non faccio parte di nessuna coppia, e per di più tutte le persone con cui facevo gruppo nell'altra mia città sembrano lontanissime... Ognuno di loro sta lavorando su un obiettivo, un traguardo per cui abbiamo corso assieme, e cominciato assieme, e ora hanno un ingaggio...
Io no. I miei agganci mi hanno bidonato, e anche se non per causa mia, comunque sono rimasta a bocca asciutta.

Ho ancora poche settimane e vorrei viverle serena, ma tutti questi pensieri, e tutte le difficoltà che sto incontrando mi buttano giù.

Sono davvero diversamente energica per cercare di usare termini non troppo negativi...

Ma oggi non mi sono alzata dal letto fino alle 17. Mi sembrava di non avere ragioni per farlo, nemmeno per me stessa.

Oggi va così. Tenermi tutto dentro è frustrante.

lunedì 1 maggio 2017

L'ULTIMO TRENO...

Comincio così.
Finalmente libera? Ci sto seriamente pensando...

Samuele Bersani - Giudizi Universali

Penso al male di vivere che mi ha lasciato Davis. A tutto quello che ho faticato per riemergere, alle difficoltà nel provare a fidarmi di nuovo di un uomo. E mica ci sono ancora pienamente riuscita!
Ma quanto male ci facciamo? Quanto riusciamo a ferirci così in profondità da avere il terrore di amare ancora qualcuno? La risposta è: infinitamente.

Ma io sto cambiando di nuovo tutto, e mollo ogni zavorra, ritiro ogni ancora, e salpo verso un nuovo inizio della mia vita. E sono felicemente terrorizzata!

Ho prenotato stasera, quello che è il mio ultimo viaggio come pendolare da Csp ad At, ma ci crediamo? Ho meditato su questo avvenimento e mi sono auto-dedicata questa immagine, come a dire: "buttati all'indietro, senza pensieri, senza freni, così come viene e... lasciati andare".

Esattamente...

Non c'ho perso troppo tempo dietro al fotomontaggio, ma sai che me ne frega oggi!
L'ULTIMO TRENO!

Eppure ho un pensiero, che è fisso nella mia testa come un'ossessione, e corrisponde ad una voce, ad uno sguardo, a delle mani che ho immaginato ovunque su di me.
Mi sono presa davvero una cotta stratosferica, di quelle che ti fanno perdere la ragione e ti fanno comportare come una cretina, facendo e dicendo cose ridicole! Come quando da adolescente facevo la posta al compagno di scuola facendomi trovare sempre nei posti dove andava lui. Probabilmente perché dentro sono una cacciatrice, ed anziché aspettare di essere corteggiata, vado in avanscoperta.

Ho agito in questo modo anche col lunare in questione, e lo so che ho sbagliato, ma che posso dire? Io so che il tempo è poco, e ho avuto questa sensazione di avere tanto da condividere, che ho voluto a tutti i costi accelerare, ma mica ho pensato che forse, fino a quando farà su e giù da Wem, non avrà di certo voglia di iniziare un'amicizia a distanza. No. Non ci ho pensato. Nemmeno che per lui siamo colleghi, mentre per me già non lo siamo più. E nemmeno ho pensato che magari non è semplicemente il momento.

Ma ho questo desiderio, di parlarci, di conversare, e anche di vederlo lavorare la lamiera arrugginita. Starei a guardarlo, o magari lo ritrarrei. Perché amo fin da subito la gente che crea qualcosa, che riutilizza, che ri-forma la forma degli oggetti. E poi una delle sue opere mi rappresenta! Se è vero che nell'opera vediamo ciò che è nei nostri occhi, allora io ho visto me stessa, ed un anno fa esattamente mi stava cercando.

Deliri vari a parte, perché sono assolutamente consapevole dei miei pensieri pazzi, e spropositati, questo lunare mi ha fatto ricordare la meravigliosa sensazione dell'arrossire, del balbettare, e della voglia di sentire di nuovo il calore di qualcuno unirsi al mio.
Anche solo per questa ragione lo ringrazierei. Grazie lunare per avermi svegliata!

Purtroppo questo mio desiderio di conoscenza rimarrà un'utopia, ne sono quasi certa.
Rimarrai uno dei miei "E se..." preferiti, soprattutto perché, caro lunare, tornerai quando sarò già andata via. Che tristezza: sei per me l'esempio di come sia così facile incontrarsi al momento sbagliato, addirittura schivandosi!

Intanto io prendo il treno, e sogno nuovi orizzonti, nuove avventure, magari qualcuno che davvero mi desideri così come sono, che tu, lunare, sembri così perfetto, che per quanto io sia straordinaria, non faccio per te. Forse hai bisogno di una donna semplice, forse per questo mi piaci, ma non siamo destinati.


martedì 25 aprile 2017

BIG WOMAN

FORSE...
Forse sono solo un po' stufa oggi. 

Mi sento di essere una donna piacevole, a mio modo straordinaria, anche solo perché sono sopravvissuta a tornadi esistenziali, pieni di difficoltà emotive, economiche, psicologiche, causate da scelte sbagliate, influenze negative, rapporti alienanti... e sfortune.
Mi sento di essere una donna intelligente, forse non eccessivamente colta, su questo ci sto lavorando, ma comunque intelligente, di quelle intelligenze fini, che vedono nell'insieme andando al dettaglio per non perdersi nulla, e sapere come agire.
Mi sento di essere anche attraente, di certo non perfetta, ma attraente. Porto con me un bello sguardo, e delle labbra morbide, sensuali e carnose, dei bei lineamenti, ed una fisicità morbida, ma in linea. Certo... non ho un fisico atletico, ma mi piaccio molto.

Eppure qui, in questa regione, il Veneto, riesco a sentirmi inadeguata. Mi chiedo se sia colpa dell'approccio sbagliato, forse sono troppo aggressiva, o forse appaio troppo indipendente, autonoma, decisa. Sembra che scrivere un messaggio col mio numero di telefono sia troppo diretto, anche se il significato sia solo"dammi un appuntamento, conosciamoci". Nessuna promessa o aspettativa in tutto ciò, eppure sento il terrore e l'imbarazzo dall'altra parte, di qualcuno che non sa più che pesci prendere! E mi chiedo perché non può essere semplice. Posso aver fatto degli errori di valutazione, e non essermi minimamente domandata nulla sull'altra persona, informazioni di base come "convive", "ha figli", "è gay", "non gli interesso", ma credo che di fronte ad un mio gesto così diretto, come quello di dare un recapito telefonico ci possa essere, e ci debba essere, una risposta altrettanto diretta: "convivo", "hai frainteso", "preferisco un altro genere". Senza imbarazzo, perché siamo adulti ed io non mi vergogno di interessarmi a qualcuno, anche se posso ricevere un "NO".

Dai... realisticamente: un rifiuto va preso per quello che è, ciò non toglie si possa essere amici e condividere interessi comuni!

Così mi sono sembrati i veneti in cui mi sono imbattuta, ovvero timorosi del "no", anche se era un evidentissimo "sì", e con la paura di esprimere il proprio pensiero, interesse o disinteresse che fosse, e l'assoluto terrore di prendere in mano la situazione.

PANICO
Domani dopo un mese dall'ultimo messaggio (quello in cui inviavo il mio numero di telefono), rivedrò un uomo che ha stuzzicato il mio interesse, artisticamente, ma anche emotivamente.
Perché mi ha fatto sentire indirettamente quella sensazione di morsa allo stomaco, calore sulle guance, testa tra le nuvole, suggerimento che sono nuovamente pronta per aprire il mio cuore a qualcuno.
Non sono preparata. Che faccio? Gli sorrido, lo ignoro, gli parlo, lo evito proprio...? Farà lui qualcosa? Io credo di aver fatto abbastanza, e poi vorrei evitare di prendere l'iniziativa, insomma! I mezzi ce li ha per fare qualcosa, no?

Quindi dopo questa breve pausa riflessiva e di sfogo, in cui spero di aver detto abbastanza per non pensarci ancora molto, torno a lavorare, già abbastanza in ritardo con le mie scadenze.
Ma ti dirò mio caro artista, che sono contenta di scontrarmi con la dura realtà che comporterà il rivederti di persona. Perché solo così forse potrò finalmente farti uscire dalla mia testa.
E siccome mi ritengo una gran donna (big woman), di certo sopravviverò!
Les jeux son faits!

mercoledì 5 aprile 2017

LA PIOGGIA NEL PINETO

Amo.
Amerò per sempre questa poesia, che lego fortissimamente a un ricordo dolcissimo, forte, incredibilmente romantico, come pochi altri ne ho avuti nella mia vita.

Si chiamava Raffaele, ed era bellissimo. Mi diceva che mi amava perché ero pazza, differente, schietta, e sembrava non farmi paura niente!
Eravamo a Piazzale Michelangelo quando improvvisamente ci sorprese un temporale, proprio sulla panchina dove ci stavamo appassionatamente baciando.

Lui si tolse velocemente la giacca e ci coprì le teste, e cominciò a recitarmi La Pioggia nel Pineto di D'Annunzio.
A memoria.

Come non sentirmi ancora oggi un po' innamorata di quel ragazzo? Avevamo diciotto anni.
Fradici e felici.

Pensare che ogni volta che ho raccontato come mai questa poesia mi riempia di gioia e passione, qualcuno ha cercato di superare quel ricordo. Chi scrivendomela e infilandola dentro ad un Cd, chi chiamandomi Ermione...

Eppure l'unico modo per farmi vibrare con questi versi è uno solo: aspettare che piova, e portarmi fuori, sotto la pioggia scrosciante, baciarmi dolcemente, e sussurrarmi anche solo poche di queste meravigliose parole... Sarò tua per sempre in quel momento.

Eccola. La mia sola ode alla pioggia...

La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.  
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde  più rade,
men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.  
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.  
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pèsca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti  silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti  leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude  novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

venerdì 17 marzo 2017

UN MESE? PAZZA, EBBENE LO SONO!

Davvero?

L'ultimo post è stato il mese scorso. Ma da allora tutto... tutto è cambiato.




Mi vedete?

Sono pazza, determinata e anche un po' felice.
Motivo per cui questo post sarà breve.

Oggi mi hanno chiesto come mai non ho un uomo. E il mio ex collega si è risposto da solo, dicendo: "Perché tu sei un po' pazza!"
In effetti è così, e concludo affermando che non è colpa mia se gli altri sono normali.

venerdì 10 febbraio 2017

SALVO CHE NON SIA PER LAVORO!

Piccolo, piccolissimo post di sfogo.

Ci sono probabilmente delle persone che avrei piacere di salutare prima di attuare la mia fuga, non perché lo ritengo un "addio", ma perché semplicemente penso che non so quando sarà la prossima occasione di vedersi, tutto qua.
Ed io forse sono un po' malmostosa, in quanto spero sempre che la gente abbia voglia di vedermi, e che, nel momento in cui io proponga qualcosa, pretendo mi venga detto "Sì! Grande!". Lo so che sbaglio, ma con queste persone mi sono sempre sentita di dover assecondare i loro di impegni, e forse je suis fatiguée.

Invece...

Non è così per tutti. Sinceramente non ho troppa voglia di spiegare che tra due, massimo tre mesi me ne vado, per "costringere" le persone a vedermi... Non mi piace che debba funzionare così. Non deve diventare importante solo perché potrebbe essere l'ultima volta, perché lo sarà dato che le persone sono abitudinarie da queste parti e le uniche che vedo spesso sono quelle legate al mondo dei fumetti. E mi sono letteralmente rotta le palle di:
- rincorrere gli altri (salvo che non sia per lavoro)
- aspettare che gli altri siano disponibili (salvo che non sia per lavoro)
- essere disponibile quando fa comodo agli altri (salvo che non sia per lavoro)

Perciò...

Perciò ho deciso che non convocherò nessuno, e quando potrò rendere ufficialmente definitiva la mia FUGA, farò un solo annuncio, in una data che deciderò io e chi ci sarà ci sarà!
Decido che lo dirò... una settimana prima dall'evento.

E così... CIAO CIAO A TUTTI! I giochi sono fatti, le parti decise, non c'è trippa per gatti, così è se vi pare. Faccio come pare a me, ed il resto è un problema degli altri.


domenica 5 febbraio 2017

I CAN'T ESCAPE

Sono davvero convinta che a me salga un po' di melanconia la domenica.
Da sola sto divinamente, ma dopo momenti di condivisione così intensa come quello avuto tra venerdì e sabato con la Vale... il ritorno alla realtà è davvero terrificante, e la domenica che di solito è la mia giornata cuscinetto per riprendermi dalla mala società, assume in qualche modo una connotazione melanconica.

E oggi la febbre non mi aiuta molto, diciamocelo.

Venerdì ho lavorato con così poco entusiasmo, che appena varcata la porta dell'ufficio per andare via, ho sentito il brivido della fuga così forte da avere fremiti ovunque! Ad un certo punto mi è salita una tale eccitazione da avere quasi un orgasmo. Possibile, ve lo assicuro!

E sono andata felice e canterina verso la stazione di Padova a prendere la mia amica Valentina Giorgis che non vedevo da ben due anni!
Che poi quando c'è feeling è come se il tempo non passasse mai, ma la gioia è talmente grande che il cuore si agita, e corre, e salta, ed esplode di amore per l'amica, per quel viso così familiare e caro, e per la vita, che nonostante tutto è maledettamente donna.
Sì, la vita è donna, perché dolce e maligna allo stesso tempo.

La Vale aveva bisogno di imparare di nuovo ad amare un po' Padova, ed io ho una forte esigenza di riscrivere i ricordi che ho in questa città, per andarmene amandola ancora.

E così le ho fatto vedere Piazza dei Signori, Piazza delle Erbe e Piazza dei Frutti (o della Frutta), e l'ho portata a mangiare le frittelle dette "frittoe" da Graziati. Graziati dal 1919
Al link trovate il sito, perché una pasticceria storica che si rispetti ha anche un sito web, e non potete perdervi la millefoglie, per cui è tanto rinomata!
Le ho raccontato che Piazza della Frutta è dove si tiene il mercato storico di Padova, e ci siamo raccontate due anni di vita davanti ad un tè, e ad un infuso, che verso la fine è diventato talmente rosso che mi sembrava di bere sangue. Cacchio se mi è piaciuta l'idea!
Ad ogni modo il pomeriggio è volato.
Sono stata così felice che dentro di me piangevo dalla gioia. Ritrovare qualcuno che parli la tua stessa lingua, che capisce quello che stai raccontando senza difficoltà è qualcosa che non mi capitava da molto, moltissimo tempo... D'accordo con me che gli uomini che si credono degli uomini buoni NON ESISTONO, e che sono coloro che ti fanno più male, e con cui nemmeno puoi arrabbiarti, siamo andate a bere alla Corte Sconta un fortissimo e decisamente fatto bene spritz campari.
Andateci.


E abbiamo appurato di quanti pazzi ci siano in giro, di come uscire con un veneto doc sia generalmente castrante (mi spiace, ma è la verità, e non so voi donne venete come facciate a fingere di essere felici ed appagate, se lo siete davvero, tanto meglio per voi! Ma io non vi credo!).
E di come, invece, tante altre persone che sono consapevoli di avere dei limiti, dei problemi, siano decisamente migliori, perché i problemi li affrontano, magari prendendosi del tempo, ma lo fanno, e costruiscono, creano ponti con la vita, con le persone. Questo amo della gente. Amo chi si reinventa, perché mi da speranza e fiducia, quando non ne ho.
La Vale di speranza me ne ha data tanta. Kiki, il mio "gattone da affondo", si è innamorato di lei al punto da andarle a dormire in grembo. Se non è fiducia questa... E oggi la forza della Vale un po' ci manca. Quando mi ha raccontato come si è sentita a Lille, dell'ansia che ha avuto in certi momenti, mi ci sono riconosciuta.
Così rifletto su tutte le emozioni di queste ore e scrivo, per gioia e tristezza, perché mi sento in trappola, e la trappola sono io, è questa casa e questo corpo, e lo rappresento. Ho bisogno di fermare questo sentimento fermare la certezza che non sono sola, che si esce da qualunque tunnel, e  che nel frattempo lo si può anche arredare 'sto cazzo di tunnel.

Oggi esorcizzo e mi do coraggio così. Non posso "ancora" scappare, fisicamente no, ma con la mente sì.




sabato 28 gennaio 2017

LA MIA ANGOULEME 2017

La verità è che ancora non ho capito come pormi. E peggio ancora soffro ancora di "orgoglio-di-merda-ferito", cioè non so incassare.

La vita mi può mandare tutto il concime del mondo, ed io saprò sempre tirami su da una caldaia rotta, da una giornata senz'acqua, da una ruota bucata (eccerto! La prima cosa che il padre mio mi ha insegnato è stata come usare il crick!), ma... quando si tratta di aspettative disilluse mi ci vanno ore per metabolizzare, giorni per elaborare, e settimane per reagire.
Per fortuna con l'età ho imparato anche a gestire i tempi di ripresa, infatti, non necessariamente devo essere bradipeggiante in tutto! Perciò reagisco dopo tre giorni, dopo musi e scleri vari. Respiro profondo-profondissimo, e mi ripiglio!

In ogni caso speravo di più.
Il mio orgoglio ferito dipende dal presupposto che, sia che si tratti libro o di fumetto, comunque, ci va un grafico che la "maquette" la crei, la realizzi, un letterista che i testi li inserisca, e questo stare dietro le quinte a me sta bene e piace pure, perché non lo so se ho il carattere e la verve, ed il carisma di stare sotto i riflettori, altrimenti avrei insistito con l'inchiostrazione, per esempio, però tutti desiderano il riconoscimento del proprio lavoro.

A me piace fare grafica, che è un po' come dire che mi piacciono i fiori, ma è la verità.

Ho visto fumetti rovinati da un brutto lettering...
E rimpiango i tempi in cui il lettering lo mettevi a mano... con fatica. Ma era riconosciuto come parte integrante del fumetto.

...

...

...

Nell'insieme è andata.
Ho conosciuto molte nuove persone, rafforzato rapporti preesistenti, scoperto che Ruggero dei Timidi è conosciuto anche dal mio prof di panneggio della Scuola Comics, Matteo, e mangiato in un ristorante creolo un salmone fantastico!

Sono pure caduta, ho sbucciato un ginocchio di prepotenza, e mi ha soccorsp il sosia di Sloth, dei Goonies (non proprio lui, però c'aveva un occhio su ed uno giù), una sorta di brutto gigante buono, e giuro che avrei voluto abbracciarlo! Perché nessun uomo si è mai precipitato così celermente in mio aiuto.

Quindi: riordiniamo le idee, facciamo nuovi progetti, solitari e collettivi.


lunedì 23 gennaio 2017

TU NON PUOI.

Credo sia l'infinitesima volta che me lo sento ripetere.



Intendiamoci... Non dalla mia famiglia, ma in generale da medici, o gente convinta di sapere meglio di me quali siano i miei limiti.

"Non riuscirai ad alzarti da terra, da gambe incrociate, senza usare la spinta delle braccia".

"Al massimo puoi fare corsa di resistenza, non velocità".

"Non otterrai il brevetto da bagnino"

"Autodifesa? Sicura?"

"Pesi? Ma scherzi?"

"Guidare una moto? Pfff!"

"Donare il sangue? No no no..."

Beh.
Ho fatto atletica per tutto il liceo, velocità no, ma salto agli ostacoli, in alto e in lungo.
Ho avuto un motorino (ok, non è una moto ma ci accontentiamo!), ho fatto un corso di autodifesa e messo ko uno di 100 chili, ho preso il brevetto da bagnino, fatto fitness, mi sollevo da terra con molta spinta, e dono il sangue.

Tranne oggi.

Ma la cosa peggiore che mi hanno detto è stata a 13 anni: "Non puoi salvarli tutti, non puoi salvare il mondo".

Va beh. Ho fatto tutto il resto, appena mi morderà un ragno magari salverò anche il mondo!

domenica 22 gennaio 2017

LA BUONA, LA BELLA, LA BRAVA.

Già.
Mi sento una brava persona. Ci provo, credo che in parte sia nella mia natura, ma non mi sento né buona né bella.

Che diamine vuol dire "sei una bella persona"? In che senso? Bella fuori? Questo è soggettivo, di sicuro! A 38 anni mi sento ancora molto carina! Ma bella dentro? Che significa essere belli dentro?
I don't Know.

Non significa nulla, a meno che non si intenda che dentro ho degli organi morfologicamente perfetti.
Bella dentro nel senso che mi comporto bene? Secondo la morale comunemente accettata? No.
No, è un'illusione. Il concetto di bello è legato solo a qualcosa di estetico, tangibile, oggettivo o soggettivo che sia. Bello è un quadro, un viso, un fiore...

E buona? Che significa "buona"? NESSUNO è buono. Non esiste alcuno al mondo che sia totalmente buono, perché la cattiveria fa parte di tutti, e se vale la regola che non si può essere totalmente cattivi, ciò vale anche al contrario! Caspita! Non ci va tanto! Perciò posso fare buone azioni, o cattive azioni, ma non sarò mai buona in assoluto, o cattiva. Potrò avere una buona o una cattiva giornata, a seconda degli elementi che ci saranno dentro, dei pensieri che avrò, ma non sarò sempre buona. E oggi ho una pessima giornata, e anche se fuori ci sono sole e cielo azzurro, continuo ad osservarli da una prospettiva che non riesco a cambiare, quindi mi riesce difficile apprezzarli. Sono cieca.

Ho frequentato un tizio convinto di essere buono, eppure è la persona che mi ha fatto più male in assoluto, e sapete perché? Facile, dai cattivi consapevoli tu ti puoi difendere, puoi prevederli, ma da quelli inconsapevoli non hai difese, se non stare loro lontano, o non prenderli sul serio.
Qualcuno convinto di essere totalmente buono è qualcuno a cui in qualche modo non puoi dare la colpa di nulla. Perché "non lo ha fatto di proposito", ma se non è questa la più alta forma di vigliaccheria, allora io non lo so che cos'è! Comodo così... come aver trovato l'escamotage di avere sempre ragione. Intelligenza, manipolazione, codardia... no. Semplicemente ipocrisia. Si tratta della più alta forma di ipocrisia: non voler ammettere di essere normalmente umani nel nostro lato oscuro.



La verità è che lo abbiamo tutti, e saremmo molto più onesti nel farci i conti, piuttosto che ignorarlo.
Per questo tifo per i cattivi. Sono più veri.
Sono REALI!

Però esistono le brave persone, e cioè quelle che tutti i giorni provano ad essere oneste con se stesse, che si affrontano nei loro momenti no e in quelli sì, e che credono, come me, che provare ad essere gentili non costi nulla, che pretendere rispetto per la propria diversità sia necessario, che a volte essere severi, e fare delle scelte che hanno anche conseguenze negative sia inevitabile.
In fondo il concetto "giusto o sbagliato" è assolutamente discutibile. Esiste ciò che conviene, a me, a te, agli altri. Ognuno dentro di sé sceglierà cosa gli conviene, e se sembrerà giusto per gli altri e non per lui, sarà solo perché nella scelta ha ritenuto più importante come conseguenza avere l'approvazione degli altri.

Maledetta approvazione!

Voglio essere più cattiva che buona.
Voglio essere più Darth e meno Luke. Voglio essere più Skeletor e meno He-Man.

Anzi, voglio essere una brava persona, spesso cattiva, che esce un'altra brava persona, davvero cattiva!



domenica 8 gennaio 2017

EPIFANIA! STAI CON ME E PORTAMI VIA!

Bentornata a ME!
Mi sono ripromessa di scrivere un post alla settimana, al massimo ogni due, perciò eccomi, sempre a confronto con le emozioni ed i pensieri che non controllo, che mi spaventano, e che nell'ultimo mese e mezzo, complici le feste e alcune gite, mi hanno portato ben tre chili in più.

In questi primi giorni dell'anno sono tornata a casa. Quale? Non la mia, certo che no, ma quella della mia madreh, e ho potuto passare momenti meravigliosi con amici, ormai sorelle e fratelli, e sono stata così felice! Bastano pochi momenti di condivisione con le persone affini per sentirsi davvero felici, ed è così che arriva l'epifania!

"Svincolandosi da un significato strettamente religioso, l'epifania passa ad essere una generica rivelazione. Si tratta di un significato reso celebre da Joyce nella sua raccolta di racconti Dubliners: in questi, capita che un'esperienza, una situazione o l'osservazione di un particolare porti un personaggio a una profonda riconsiderazione di sé e della sua vita - una realizzazione improvvisa. Così si può parlare dell'epifania sulla propria salute schiusa da una malattia, dell'epifania che ci fa comprendere le ragioni di un comportamento, del libro che ci suscita un'epifania sull'importanza della bellezza: una sorta di illuminazione, qualcosa che, come ci ricorda l'etimo, ci appare dall'alto.

Testo originale pubblicato su unaparolaalgiorno.it: https://unaparolaalgiorno.it/significato/E/epifania"

Esattamente. La mia epifania è che posso essere felice di nuovo, e che poco mi basta per esserlo, mi basta pochissimo, per distendere la mente, rinfrancare il cuore...
Ho bisogno di muovermi, e non intendo di fare sport o altro, anche se da martedì comincerò a fare yoga (giusto perché mi sento rigida come un manico di scopa, e se mai trovassi qualcuno con concedermi a passione e delizia, non vorrei rimanere bloccata al primo impeto...), intendo proprio MUOVERMI. Viaggiare con la mente non mi basta, anche se immagino futuri bellissimi, ho proprio il desiderio, l'impulso, la bramosia di portare il mio corpo in posti che non conosco, per incontrare nuove persone, osservare orizzonti diversi, innescare emozioni da troppo tempo sopite, e ridere!

Perché muoversi e ridere sento che vanno di pari passo sul mio cammino.
Ho riso così tanto, in questi giorni, con Babs, Andrea, Manu, Bacco., Saretta... e Monica... e MARIANNA!
Sono così fortuna da avere un'amica, che è una sorella, che è la mia "gemella cosmica", che conosco da quando avevo 16 anni. E siamo cresciute assieme da allora, senza mai perderci. 

Eccoci.
Ci siamo conosciute in ospedale, appunto a 16 anni, e quando le cose che hai in comune sono infinite non può non nascere una fantastica amicizia. Ineguagliabile, ma è un'altra storia, di cui magari parlerò un'altra volta.
Oggi voglio pensare solo a quanto ho riso e a quanto mi sono sentita paga di ciò che ho condiviso, e proseguire più determinata gli obiettivi che mi sono prefissata per questo 2017, e non sono moltissimi, ma sono importanti, e sono tre, e li metterò come citazioni perché non mi è ancora possibile svelarli proprio a tutti.
Il primo: "è ora di riportare la terra a casa"
Il secondo: "nessuno può mettere baby in un angolo"
Il terzo lo cito così: Don't dream it, be it

Non ho idea se qualcuno mi segua su questo vecchissimo blog, che sistemerò graficamente molto presto, ma se non avete mai visto The Rocky Horror Picture Show, è davvero ora che recuperiate questa perle, e le labbra più sensuali viste fino ad ora.

domenica 1 gennaio 2017

RICOMINCIAMO? YA, L'AVVENTURA MI ASPETTA!

Troppo tempo è passato dall'ultima volta... dall'ultimo post.
Quanta vita in mezzo? Tanta, ed io?
Io sono ancora qui, coi capelli più lunghi, rosa e argento (o quello che diventa il lavanda quando sbiadisce), ancora nella stessa casa con la mia famiglia pelosa, tanti progetti e nuove battaglie all'alba di questo 2017.
Già... perché in quell'anno che fu il 2014, quando scrissi l'ultimo post, avevo i capelli rasati a zero, prospettive d'amore, in qualche modo, lavorative e di trasferimento... ILLUSA.
Ci sono battaglie che credi di vincere da subito, ma solo quando ci sei dentro ti rendi conto che possono durare giorni, settimane, anni... sembrare eterne, e la stanchezza si fa sempre più presente.

Solo chi ha passato la PAZIENZA, poi la RESISTENZA, e poi la RESILIENZA, sa cosa significa combattere, lottare, rinunciare per così tanto tempo, e affermare di essere STANCHI.
Ho perso molto, imparato tanto (come usare luoghi comuni), ma non mi sento più forte. Mi sento esausta, e mi sento una donna che ha capito che il suo lato oscuro c'è, è presente, ed indispensabile.
Posso dire che ora tifo per Darth Vader, anche se nell'intimo vorrei essere circondata da tanti Captain America.

Oggi è il primo giorno del 2017, e ieri dopo aver concluso che ho lottato abbastanza, ho deciso una data. Una data per la mia fuga, anche ispirata da questo libro, Amélie Nothomb - Né di Eva né di Adamo, prestato da un'amica che nel 2016 si è rivelata la più grande sorpresa, inaspettata ma sperata.

Il pezzo che ho amato di questo libro recita:

E non mi sentirò in colpa nell'attuare la mia fuga, perché ne va della mia stessa vita. Ma mi sentirò libera, inebriata da quell'ardore e quella passione, e quell'euforia che solo la fuga dona al corpo ed alla mente... e non vedo l'ora! Ho deciso una data di scadenza, entro la quale se tutto ciò che ho fatto per migliorare la mia vita, tutti i sacrifici, le rinunce, le amarezze e le piccole cose, nel bene e nel male, saranno state vane, me ne andrò ugualmente, e se mi verrà impedito... un amico mi verrà a prendere, con la forza.

Perché il caso non esiste, al destino non ci credo, e forse nemmeno che ci sia un tempo per tutte le cose. Sono oramai convinta che ognuno segua un suo cammino, certo o incerto che sia, tracciato solo e unicamente dalle proprie scelte, dai propri pensieri e dalle proprie parole.

Azione, movimento, cambiamento... Tutto ciò che desidero è qui, in queste parole.

Chi mi conosce abbastanza bene e da abbastanza tempo non ha fatto altro che ripetermi come ho fatto a resistere in questi nove anni. Io rispondo che "non.lo.so.", forse ho sperato che qualcosa si muovesse da sé, forse ho creduto di potermi integrare in un ambiente fatto di luoghi, persone, momenti, anche se non mi ci sentivo affine. La verità è che non ci sono riuscita, e questo luogo forse non mi vuole, o presuntuosamente non mi merita affatto!
Perciò ho stabilito di aver imparato ciò che mi serve da questa battaglia, e posso abbandonarla con dignità.

Ma è giusto capire il perché abbandono.

Nove anni fa sono venuta a vivere qui, in un paesino del Veneto, convinta di costruire una famiglia con un ragazzo di cui credevo di essere innamorata, di trovare la mia strada come grafica, perché lui lo era e mi avrebbe sostenuta ed aiutata. No no! Che l'amore renda ciechi e stupidi è falso, siamo noi che decidiamo di non credere a ciò che realmente è davanti ai nostri occhi, e ci illudiamo, non è mica colpa dell'amore!
Comunque... detto in breve, dopo aver lasciato una mia vita ed indipendenza economica, amici che amavo, città che adoravo, dopo quasi dieci anni di fidanzamento, aver comprato casa, allevato due gatti... mi lascia.
Se ne va portandosi via un sacco a pelo (dio solo sa perché dato che tornava dai suoi -  mistero), la mia dignità, dato che mi ha pure reso cornuta, e lasciandomi un sacco di debiti.
Vivo ancora in quella casa, che nonostante tutti i cambiamenti pian piano apportati non mi ama granché, ed è reciproco.

E gli amici? Farsi degli amici in Veneto, a Camposampiero, è stata la cosa più empaticamente difficile da realizzare. Mancano di abbracci, di slanci affettivi, di voglia di fare, di hobby, stanno alla larga da ogni tipo di confidenza, e come si costruisce un'amicizia così? Ci ho provato, con qualcuno ci sono riuscita... ma è stato così faticoso, che adesso non mi importa più. E di parlare di quanto è figo Chris Hemsworth sai quanto me ne frega!

E il lavoro. Si lavora per sopravvivere. Ma desidero fare un lavoro che mi piaccia e non che mi alieni fino a che non timbro il cartellino!

Quindi la prerogativa di questi pochi mesi a venire è: prepararsi alla fuga!
Che prenderò come una nuova avventura, perché voglio con tutte le mie forze respirare l'aria buona del cambiamento, ed è la ragione perché scrivo nuovamente su questo blog, perché non mi importa se qualcuno legge ciò che scrivo, non mi interessa se avrò dei like oppure no, mi frega solo di rendere più concrete possibile le mie intenzioni, con parole, fatti, azioni, e questo blog ora avrà questo scopo: registrare le tappe, ricordarmi da dove vengo, e dove voglio andare.
YA! (nuovo incitamento dato da una nuova lettura!).

Giusto per capirci... ho già smontato il letto, sono rimasti la rete ed il materasso, ma dormire ora è un'altra cosa!