lunedì 9 ottobre 2017

HO BISOGNO DI UN'AMICA SINGLE

Già. Oggi sono un po' infastidita, che poi sembra che mi lamento sempre!
Quando ero a Padova mi lamentavo che non avevo amici nerd, ora mi lamento che non ho amici frivoli con cui andare a fare cose frivole.

Mi manca un'amica single, qualcuno che mi sia affine come situazione sentimentale, perché la verità è che per quanto si sforzino le mie attuali amiche, nessuna di loro è single e ha quasi 39 anni, hanno qualcuno con cui condividere, uscire, fare, baciare, lettera, testamento...

No. Non capiscono, ma perché non possono. Non hanno ancora affrontato, e spero che non lo affrontino mai, la solitudine, la frustrazione e l'insicurezza di fallimenti amorosi alle spalle, di essere guardate come le zitelle dell'anno, quelle che  "chissà quali problemi hanno per essere single a 40anni"... già... chissà. Sono single a 40anni perché gli uomini mi hanno ferita, perché sono una donna che ha dovuto sempre arrangiarsi, e non sono viziata o bisognosa come altre donne. E non sono capace di fare quella indifesa, perché troppe volte ho dovuto tirare fuori i denti, le unghie, troppe volte ho dovuto tirare su la testa quando cercavano di schiacciarmela nel fango.

Quindi... sì, è colpa mia, perché conosco il mio valore, e vorrei un rapporto alla pari, anche se ho 39 anni non voglio essere la seconda scelta di nessuno, come per MT. Come sarebbe per quelli che impegnati o sposati adesso con me ci provano, solo per il gusto di sapere come sarebbe andata se fosse successo tanti anni fa, perché a volte ritornano...

Sono stanca. Stanca di sentirmi dire che sono acida perché ricado nello stereotipo della 40enne single, stanca di sentirmi dire che devo frequentare i posti giusti da persone che non sanno minimamente quali sono, perché sono sposate o impegnate, stanca dei no e delle false illusioni.

Se devo frequentare i posti giusti per trovare un trombamico me ne vado a ballare da sola, vado in giro a Torino ad eventi culturali, e ci vado da sola.

La storia si ripete: sono l'unica single tra le amiche che frequento, e se non ne trovo nessuna che mi faccia da spalla dovrò, come sempre, fare da sola. Perché alle altre cosa gliene frega in fondo?

NIENTE

giovedì 31 agosto 2017

DECIDERE, MALEDETTAMENTE IMPORTANTE!

Non c'è lo stato "ho preso delle decisioni"?

PECCATO!

Bisognerebbe aggiungerlo, perché scegliere è bellissimo, ed è un atto che dà subito sicurezza, ordine e serenità! E oggi ho preso molte decisioni per i prossimi due mesi. Agire: l'unica strada per renderci sani.

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Breve riepilogo dall'ultimo post.
Me ne sono andata dal Veneto, da Camposampiero, sboccando anche l'anima dallo stress. Veramente, fisicamente, psicologicamente. L'ultimo giorno è stato un delirio di vomito e malessere.
Poi è passato. Ho salutato chi volevo, chi ho potuto, e me ne sono fottuta di tutti gli altri che tanto di me gliene fregava poco, o se mi hanno voluto bene lo hanno fatto nella maniera sbagliata.
Ed ora sono qui. Asti. Casa. Home. Cacchio se è stata dura arrivare fino a qui! E quanto è stato duro il rinculo? Tanto, alti e bassi di continuo, depressione, euforia, poi pianti, isteria, apatia, e poi gioia! Tutto quanto I-N-S-I-E-M-E!
Non solo io...
Sembra una sciocchezza, ed un trasloco è solo un trasloco, ma io e i miei gatti abbiamo perso la bussola, e dire che ho il gatto depresso, sperando sia solo quello, è solo una delle tante conseguenze di questo spostamento.
Ah, e per chi avesse seguito la telenovela del gas, ho il gas, ho il contatore, ma ho la caldaia che non funziona, ed il tecnico deve tornare per la 4° volta...
Ci sono amici e, ovviamente familiari, che mi hanno aiutato a ritrovare la rotta, anche solo venendo ad allenarsi con me, o semplicemente ascoltandomi, e suggerendomi altre prospettive, o comprendendo alcune difficoltà.
Ma c'è una persona che semplicemente mi ispira con l'esempio, impegnandosi in quello che fa.
Non ci vediamo da tanto tempo, tantissimo, ma è un uomo realizzato sembra. Ha studiato, si è impegnato, pratica con passione la sua professione, e sembra addirittura lo faccia più di chiunque io abbia mai conosciuto. Poi forse il desiderio di sentirmi accettata, di non sembrare una fallita, mi sta motivando. Ma se oggi ho preso tre decisioni importanti lo devo a lui. Il mondo intorno ci ispira continuamente, e così vale per le persone che incrociamo, perché in qualche maniera la loro energia ci influenza, attraverso fili sottili. Sottilissimi. E quest'anno le persone ispiranti sono state molte. RR mi ha aiutato a riprendere in mano a disegnare, e lui non lo sa, ma ho cominciato dal suo profilo, per gioco. E poi condividiamo problemi di salute dalla nascita, per questo, per un po', è stato il mio mentore nello sfidare i miei limiti. Il lunare mi ha fatto capire che ero di nuovo pronta a buttarmi! A sentire le farfalline nella pancia, come gli adolescenti! Ed è strabello emozionarsi, sentire il cuore palpitare, arrossire... Di nuovo!
E dal mio passato arriva un fulmine, un pensiero. Qualcuno che mai avrei pensato di ritrovare nella mia vita di oggi. Cosa fa? Vive! Sembra questo almeno! Lavora, studia, si allena, si cura nel corpo, nella mente, e nel cuore, e sembra proprio che cerchi di averlo il cuore in quello che fa. Io la vedo la sua passione. Può darsi che mi sia convinta che mi piace, come per il lunare. Ma è diverso. Una parte di me ha voglia di scoprire davvero che persona è diventata, e l'altra parte, invece, la emula. Così ho deciso che dovevo rimettermi in forma, e non sono state solo le parole di Damiano a farmi vedere tutte le maschere che indossava la malattia e che mi limitava, ma è la costanza che vedo in quest'uomo che in fondo non conosco, che mi sta spronando. Non uso più l'ascensore, vado a camminare a giorni alterni, cerco di curare l'alimentazione.

Ma oggi... ho deciso di comprare il letto, come lo volevo io. E non solo. Ho deciso che devo tagliare i ponti di un flirt nato per i motivi sbagliati, anche se mi ha dato dosi di autostima a manetta! Ho deciso di rinunciare a due fiere, Treviso e Modena, perché? Oltre al fatto che il gigangatto non sta bene, e non voglio causargli altro stress, come lasciarlo da solo per giorni, ho scelto di rinunciare a questi eventi per prepararmi. Voglio prendere la certificazione Adobe, per lo meno provarci. Perché o lo faccio adesso che mi fanno lo sconto, o non lo faccio più. Ed è assolutamente importante che io termini cosa ho cominciato. Me lo devo e me lo merito! Quest'anno ho fatto poche fiere, farò Lucca, e magari non sarò pronta per colloqui, con il portfolio, però... mi sento che è giusto così. Che avevo questioni davvero importanti, ed il meglio deve tutto arrivare! 2017 anno di semina e cambiamenti e traguardi. HO VENDUTO, HO COMPRATO, HO TRASLOCATO E RINASCO! E non è fantastico!? Credo di sì. Perciò ora si pianifica e si studia. L'obiettivo iniziale era diventare una designer per il fumettomondo. Bene, non posso e non voglio mollare adesso, e la salute non mi fermerà. Sarà la mia alleata, perché le darò gli strumenti per stare OK e non per mettermi KO. Sono felice. Grazie passato-presente! Questo post è tutto per te. Poi lo confesso... spero che usciamo il 3. Saranno giustissimi 19 anni dal nostro primo ed ultimo bacio, ed io trovo che sarebbe meraviglioso!

giovedì 6 luglio 2017

IL BREVE ADDIO

Ciao.
Ti è mai capitato di ricordarti  dei sogni, ma di non capirne il senso?
A me diverse volte, e la prima cosa che ho fatto in questi casi, è stata di scriverli. Nero su bianco.

Ora che sto riordinando le mie cose, e con esse la mia vita, per darle un senso che mi appartenga, ho ritrovato uno scritto, in cui descrivo l'incontro con te. Ed eri proprio tu perché ti ho descritto perfettamente. Succedeva a maggio del 2014. Noi due eravamo su treni diversi, che per qualche istante si sono fermati, e si sono affiancati, e allora sono salita sul tuo vagone e per brevissimo tempo mi hai parlato. Parlavi solo tu, mi offrivi una tazza di qualcosa e mi dicevi cose che non ricordo, e quando alla fine mi hai congedato con un bacio sulla guancia, sono corsa via perché il mio treno ripartiva, con le mie cose e i miei gatti. Poi mi sono destata.

Trovo tutto molto strano, specie perché rispetto alla realtà non c'è tutta questa differenza.
Tra otto giorno ricomincerò da capo, in un'altra città. Io e i gatti. Me ne vado, svanisco.

L'unico senso che riesco a immaginare di dare a quel sogno, e al fatto di essermi presa un'infatuazione per te, è uno solo.
Il mio cuore era davvero chiuso in una gabbia, di pietre, sbarre, ghiaccio, delusione. In qualche modo il tuo breve passaggio nella mia vita deve essere servito ad aprire una breccia, un varco, per una nuova voglia di provare a innamorarmi ancora. Questo fatto è stato un miracolo per me!

Magari è stato questo.
Magari volevo dirti grazie, perché la breccia è aperta, e l'infatuazione è sparita. Ma volevo spiegarti anche il perché, nonostante sia consapevole di esaltare ancora di più il tuo ego già ben piantato ed evidente. Il mio problema è che spesso ho bisogno di esprimere dei pensieri, come se sentissi che sia giusto, ed almeno in questo caso so che è giusto per me. Ma sono anche certa che ringraziare qualcuno che non sa di averti fatto del bene, seppur involontariamente, sia una cosa giusta. È come essere gentili: non costa nulla e produce effetti incredibili. Così eccomi qui a fare poemi sui miei pensieri e a donarli a qualcuno che non so chi sia, ma che indirettamente mi ha fatto del bene.

Ci sono persone destinate a scorgersi soltanto.
E sono convinta che sia andata esattamente così.

In groppa al bruco per tutto, e buona vita Lunare.

Adieu

lunedì 22 maggio 2017

MI SERVE UN CLONE

Già, sarebbe proprio quello di cui ho bisogno: un clone di me stessa.

Mi capita già da un po' di arrivare al fine settimana molto triste, demotivata, sola. A volte stare sola non mi pesa, anzi, mi rigenera, perché non c'è nulla di peggio che lavorare con persone cui non gliene frega niente di te e di quello che fai, e fare pure molta strada per questo.
Dev'essere questa la ragione per cui anche con la MFT me la sono presa tanto. Perché lavorare con loro mi piaceva, finché la mia relazione con uno di loro è finita, e per quasi tutti gli altri non ero altro che la sua ex, quando io mi sentivo partner del gruppo.
E lo vedo quanti pochi mettono "likes" alle cose che posto... 
Quindi, detto in poche parole, non appartengo a nessun gruppo, non faccio parte di nessuna coppia, e per di più tutte le persone con cui facevo gruppo nell'altra mia città sembrano lontanissime... Ognuno di loro sta lavorando su un obiettivo, un traguardo per cui abbiamo corso assieme, e cominciato assieme, e ora hanno un ingaggio...
Io no. I miei agganci mi hanno bidonato, e anche se non per causa mia, comunque sono rimasta a bocca asciutta.

Ho ancora poche settimane e vorrei viverle serena, ma tutti questi pensieri, e tutte le difficoltà che sto incontrando mi buttano giù.

Sono davvero diversamente energica per cercare di usare termini non troppo negativi...

Ma oggi non mi sono alzata dal letto fino alle 17. Mi sembrava di non avere ragioni per farlo, nemmeno per me stessa.

Oggi va così. Tenermi tutto dentro è frustrante.

lunedì 1 maggio 2017

L'ULTIMO TRENO...

Comincio così.
Finalmente libera? Ci sto seriamente pensando...

Samuele Bersani - Giudizi Universali

Penso al male di vivere che mi ha lasciato Davis. A tutto quello che ho faticato per riemergere, alle difficoltà nel provare a fidarmi di nuovo di un uomo. E mica ci sono ancora pienamente riuscita!
Ma quanto male ci facciamo? Quanto riusciamo a ferirci così in profondità da avere il terrore di amare ancora qualcuno? La risposta è: infinitamente.

Ma io sto cambiando di nuovo tutto, e mollo ogni zavorra, ritiro ogni ancora, e salpo verso un nuovo inizio della mia vita. E sono felicemente terrorizzata!

Ho prenotato stasera, quello che è il mio ultimo viaggio come pendolare da Csp ad At, ma ci crediamo? Ho meditato su questo avvenimento e mi sono auto-dedicata questa immagine, come a dire: "buttati all'indietro, senza pensieri, senza freni, così come viene e... lasciati andare".

Esattamente...

Non c'ho perso troppo tempo dietro al fotomontaggio, ma sai che me ne frega oggi!
L'ULTIMO TRENO!

Eppure ho un pensiero, che è fisso nella mia testa come un'ossessione, e corrisponde ad una voce, ad uno sguardo, a delle mani che ho immaginato ovunque su di me.
Mi sono presa davvero una cotta stratosferica, di quelle che ti fanno perdere la ragione e ti fanno comportare come una cretina, facendo e dicendo cose ridicole! Come quando da adolescente facevo la posta al compagno di scuola facendomi trovare sempre nei posti dove andava lui. Probabilmente perché dentro sono una cacciatrice, ed anziché aspettare di essere corteggiata, vado in avanscoperta.

Ho agito in questo modo anche col lunare in questione, e lo so che ho sbagliato, ma che posso dire? Io so che il tempo è poco, e ho avuto questa sensazione di avere tanto da condividere, che ho voluto a tutti i costi accelerare, ma mica ho pensato che forse, fino a quando farà su e giù da Wem, non avrà di certo voglia di iniziare un'amicizia a distanza. No. Non ci ho pensato. Nemmeno che per lui siamo colleghi, mentre per me già non lo siamo più. E nemmeno ho pensato che magari non è semplicemente il momento.

Ma ho questo desiderio, di parlarci, di conversare, e anche di vederlo lavorare la lamiera arrugginita. Starei a guardarlo, o magari lo ritrarrei. Perché amo fin da subito la gente che crea qualcosa, che riutilizza, che ri-forma la forma degli oggetti. E poi una delle sue opere mi rappresenta! Se è vero che nell'opera vediamo ciò che è nei nostri occhi, allora io ho visto me stessa, ed un anno fa esattamente mi stava cercando.

Deliri vari a parte, perché sono assolutamente consapevole dei miei pensieri pazzi, e spropositati, questo lunare mi ha fatto ricordare la meravigliosa sensazione dell'arrossire, del balbettare, e della voglia di sentire di nuovo il calore di qualcuno unirsi al mio.
Anche solo per questa ragione lo ringrazierei. Grazie lunare per avermi svegliata!

Purtroppo questo mio desiderio di conoscenza rimarrà un'utopia, ne sono quasi certa.
Rimarrai uno dei miei "E se..." preferiti, soprattutto perché, caro lunare, tornerai quando sarò già andata via. Che tristezza: sei per me l'esempio di come sia così facile incontrarsi al momento sbagliato, addirittura schivandosi!

Intanto io prendo il treno, e sogno nuovi orizzonti, nuove avventure, magari qualcuno che davvero mi desideri così come sono, che tu, lunare, sembri così perfetto, che per quanto io sia straordinaria, non faccio per te. Forse hai bisogno di una donna semplice, forse per questo mi piaci, ma non siamo destinati.


martedì 25 aprile 2017

BIG WOMAN

FORSE...
Forse sono solo un po' stufa oggi. 

Mi sento di essere una donna piacevole, a mio modo straordinaria, anche solo perché sono sopravvissuta a tornadi esistenziali, pieni di difficoltà emotive, economiche, psicologiche, causate da scelte sbagliate, influenze negative, rapporti alienanti... e sfortune.
Mi sento di essere una donna intelligente, forse non eccessivamente colta, su questo ci sto lavorando, ma comunque intelligente, di quelle intelligenze fini, che vedono nell'insieme andando al dettaglio per non perdersi nulla, e sapere come agire.
Mi sento di essere anche attraente, di certo non perfetta, ma attraente. Porto con me un bello sguardo, e delle labbra morbide, sensuali e carnose, dei bei lineamenti, ed una fisicità morbida, ma in linea. Certo... non ho un fisico atletico, ma mi piaccio molto.

Eppure qui, in questa regione, il Veneto, riesco a sentirmi inadeguata. Mi chiedo se sia colpa dell'approccio sbagliato, forse sono troppo aggressiva, o forse appaio troppo indipendente, autonoma, decisa. Sembra che scrivere un messaggio col mio numero di telefono sia troppo diretto, anche se il significato sia solo"dammi un appuntamento, conosciamoci". Nessuna promessa o aspettativa in tutto ciò, eppure sento il terrore e l'imbarazzo dall'altra parte, di qualcuno che non sa più che pesci prendere! E mi chiedo perché non può essere semplice. Posso aver fatto degli errori di valutazione, e non essermi minimamente domandata nulla sull'altra persona, informazioni di base come "convive", "ha figli", "è gay", "non gli interesso", ma credo che di fronte ad un mio gesto così diretto, come quello di dare un recapito telefonico ci possa essere, e ci debba essere, una risposta altrettanto diretta: "convivo", "hai frainteso", "preferisco un altro genere". Senza imbarazzo, perché siamo adulti ed io non mi vergogno di interessarmi a qualcuno, anche se posso ricevere un "NO".

Dai... realisticamente: un rifiuto va preso per quello che è, ciò non toglie si possa essere amici e condividere interessi comuni!

Così mi sono sembrati i veneti in cui mi sono imbattuta, ovvero timorosi del "no", anche se era un evidentissimo "sì", e con la paura di esprimere il proprio pensiero, interesse o disinteresse che fosse, e l'assoluto terrore di prendere in mano la situazione.

PANICO
Domani dopo un mese dall'ultimo messaggio (quello in cui inviavo il mio numero di telefono), rivedrò un uomo che ha stuzzicato il mio interesse, artisticamente, ma anche emotivamente.
Perché mi ha fatto sentire indirettamente quella sensazione di morsa allo stomaco, calore sulle guance, testa tra le nuvole, suggerimento che sono nuovamente pronta per aprire il mio cuore a qualcuno.
Non sono preparata. Che faccio? Gli sorrido, lo ignoro, gli parlo, lo evito proprio...? Farà lui qualcosa? Io credo di aver fatto abbastanza, e poi vorrei evitare di prendere l'iniziativa, insomma! I mezzi ce li ha per fare qualcosa, no?

Quindi dopo questa breve pausa riflessiva e di sfogo, in cui spero di aver detto abbastanza per non pensarci ancora molto, torno a lavorare, già abbastanza in ritardo con le mie scadenze.
Ma ti dirò mio caro artista, che sono contenta di scontrarmi con la dura realtà che comporterà il rivederti di persona. Perché solo così forse potrò finalmente farti uscire dalla mia testa.
E siccome mi ritengo una gran donna (big woman), di certo sopravviverò!
Les jeux son faits!

mercoledì 5 aprile 2017

LA PIOGGIA NEL PINETO

Amo.
Amerò per sempre questa poesia, che lego fortissimamente a un ricordo dolcissimo, forte, incredibilmente romantico, come pochi altri ne ho avuti nella mia vita.

Si chiamava Raffaele, ed era bellissimo. Mi diceva che mi amava perché ero pazza, differente, schietta, e sembrava non farmi paura niente!
Eravamo a Piazzale Michelangelo quando improvvisamente ci sorprese un temporale, proprio sulla panchina dove ci stavamo appassionatamente baciando.

Lui si tolse velocemente la giacca e ci coprì le teste, e cominciò a recitarmi La Pioggia nel Pineto di D'Annunzio.
A memoria.

Come non sentirmi ancora oggi un po' innamorata di quel ragazzo? Avevamo diciotto anni.
Fradici e felici.

Pensare che ogni volta che ho raccontato come mai questa poesia mi riempia di gioia e passione, qualcuno ha cercato di superare quel ricordo. Chi scrivendomela e infilandola dentro ad un Cd, chi chiamandomi Ermione...

Eppure l'unico modo per farmi vibrare con questi versi è uno solo: aspettare che piova, e portarmi fuori, sotto la pioggia scrosciante, baciarmi dolcemente, e sussurrarmi anche solo poche di queste meravigliose parole... Sarò tua per sempre in quel momento.

Eccola. La mia sola ode alla pioggia...

La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.  
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde  più rade,
men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.  
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.  
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pèsca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti  silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti  leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude  novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.